CITTÀ DI ACQUA, CITTÀ DI ARTE La città e l’acqua nella produzione artistica

  • Mario Coletta Università degli Studi Federico II di Napoli
Parole chiave: città, acqua, arte

Abstract

Le “città d’acqua”, convertitesi in “città d’arte”,   hanno  preso a gareggiare tra loro per il rinnovo estetico del proprio volto, attuando quella politica dell’abbellimento architettonico ed urbanistico che favorirà il fiorire delle botteghe artigiane in una dialettica concorrenza   con il parallelo proliferare di centri di studi umanistici e scientifici, che  comporteranno il consolidarsi dei  cenacoli culturali,   progressivamente  fuoriusciti dal chiuso delle strutture monastiche conventuali, nei quali prenderanno ad abitare  riflessioni, ricerche, teorie, idee, progetti e scuole di pensiero che vedranno come protagonisti  matematici e filosofi,  letterati e poeti, storici ed   archeologi,   in uno con i maestri dell’operare nel variegato  universo dell’arte.  

Il nostro attuale sguardo non è indirizzato ad evidenziare chi, da urbanista, da filosofo,da imprenditore  e da politico,  ha  contribuito a realizzare il “bello” della “città di mare” ma chi, da artista , ha saputo coglierne  le valenze estetiche e paesaggistiche, evidenziandone gli aspetti lirici e quelli drammatici, contribuendo a sottolinearne le cadenze  negative e quelle positive, la vitalità o la solitudine, alla ricerca di un fascino sensoriale che prenda le distanze dalla mera proposizione di un racconto.

La letteratura artistica indirizzata alla “città di acqua” ha radici antichissime. Nasce dal mito più che dalla storia; ne sublima le immagini  liberandole da quei vincoli spazio - temporali che ne circoscrivono l’universalità,  riducendone il campo alla pura visibilità. L’opera d’arte, anche quando indugia sul racconto, non ne coglie solo la componente formale, epidermica descrizione di circostanze paesaggistiche, ma ne approfondisce i caratteri connotativi, interpretandone i significati più reconditi e riproponendoli all’attenzione di chi voglia aggregarsi all’azione indagatrice, procedendo oltre la rappresentazione visualizzata, per penetrarne, insieme all’artista, quell’anima recondita che la connota.

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Pubblicato
2014-06-11
Sezione
Editoriale