Le forme disarticolate dell’urbanistica neoliberale del XXI secolo: il caso del Forum 2004 di Barcellona

  • Angelino Mazza Centro Interdipartimentale di Ricerca L.U.P.T.
Parole chiave: politiche di rigenerazione urbana, spazi pubblici, partecipazione

Abstract

Le contraddizioni nell'ambito delle politiche di riqualificazione della città di Barcellona, ​​sono diventate più evidenti in relazione ad alcune delle trasformazioni urbane recenti, come nel caso del progetto per il rinnovo della zona della Diagonal Mar; spazio urbano in cui il Forum delle Culture 2004 ha avuto luogo. Il Forum si è dimostrato un fallimento, secondo una visione critica, sul piano culturale e, soprattutto, politico (o di marketing); nella sua dimensione urbana, è stata l'espressione della città che punta all'inserimento globale: si tratta di una pianificazione urbana prevalentemente orientata alla domanda esterna. La rigenerazione della Diagonal-Mar ha mostrato una scarsa considerazione degli obiettivi sociali, con la creazione di spazi, dove il concetto di valore di scambio predomina sul valore d'uso. L'attore (pubblico e, soprattutto, tutti gli investitori privati), che ha partecipato alla redazione del progetto di riqualificazione urbana, ha prodotto un grande sforzo propagandistico, presentandola come un'iniziativa culturale aperta che può prestarsi a molte critiche dal punto di vista sociale.
Molte organizzazioni sociali e civili non hanno partecipato, e le loro proposte non sono state accettate, e, oggi, i processi, urbani e sociali si ritorcono sul successo o il fallimento della pianificazione urbana in una zona importante della città. E’ da questo momento che, come definisce Borja (2005), inizia il "malessere urbano di Barcellona", nel corso di anni di crescita sociale ed economica nei quali gli abitanti di Barcellona percepiscono un certo disagio, che viene messo in evidenza dalla crisi attuale. I grandi progetti urbani non generano alcun entusiasmo, i cittadini si sentono sempre meno proprietari della propria città, l'architettura dei grandi "oggetti singolari" non rappresenta l'elemento di identità della società. Analizzando tali immaginari urbani da un punto di vista teorico-concettuale, che è formale ed empirico, emerge la questione, se l'operazione puntuale di pianificazione urbana di un settore può creare valutazioni, meccanismi di attuazione e le indicazioni che permettono di prendere le decisioni migliori, evitando la desertificazione spaziale e sociale di uno spazio pubblico. Questo è un esempio di ciò che può accadere quando il capitale globale non è adeguatamente regolamentato a livello sociale.

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Angelino Mazza, Centro Interdipartimentale di Ricerca L.U.P.T.
Pubblicato
2012-12-23